Stragi ‘92, archiviata “Mafia e appalti”

Il Tribunale di Caltanissetta ha archiviato l’inchiesta sul dossier “Mafia e appalti” come concausa delle stragi contro Falcone e Borsellino. I dettagli.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, ha archiviato le indagini a carico di ignoti sul dossier dei Carabinieri del Ros “Mafia e appalti” del ’91 come concausa delle stragi del ‘92 a Capaci e in via D’Amelio. Il giudice riconosce l’ostilità e l’emarginazione all’epoca intorno a Falcone e Borsellino da parte della Procura di Palermo. Tuttavia non è emersa alcuna prova, persuasiva, che tra magistrati, politici e imprenditori vi siano stati dei concorrenti morali, o ancor di più materiali, nelle stragi. A fronte di ciò non ricorre una ragionevole previsione di condanna. Ecco perché il dottor Bologna ha archiviato l’inchiesta, come proposto dalla stessa Procura nissena. E si prospetta l’archiviazione anche dell’indagine per favoreggiamento aggravato alla mafia a carico degli ex pubblici ministeri Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, e del generale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti, inquisiti perché avrebbero insabbiato l’inchiesta sullo stesso dossier “Mafia e appalti”. Il reato contestato, risalente ai primi anni ’90, sarebbe ormai prescritto. La Procura di Caltanissetta inizialmente ha ipotizzato che ad accelerare le stragi del ‘92 sia stato anche il timore che Falcone e Borsellino svelassero l’intreccio sistemico tra mafia, politica e imprenditoria nella gestione e spartizione degli appalti pubblici in Sicilia, a danno dei potentati economici e degli equilibri di potere. E il giudice Bologna, ancora nel decreto di archiviazione, oltre 600 pagine, sottolinea che all’interno di una parte della magistratura, e anche all’esterno dell’ordine giudiziario, Falcone e Borsellino sono stati percepiti come gli ultimi depositari di un metodo di lavoro e di una concezione attiva ed energica nel contrasto a Cosa nostra.

teleacras angelo ruoppolo

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