Stalking ed estorsione d’amore all’ex compagna: il PM chiede 1 anno e 2 mesi per un 34enne di Canicattì

AGRIGENTO – Vessazioni continue, appostamenti e il ricatto di divulgare materiale intimo per costringerla a riallacciare la relazione. Si avvia verso la conclusione il processo a carico di un trentaquattrenne di Canicattì, accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.

Dinanzi al Tribunale di Agrigento, il Pubblico Ministero Emanuela Cellura ha formalizzato le proprie richieste a margine della requisitoria, sollecitando per l’imputato una condanna a 1 anno e 2 mesi di reclusione.

Secondo l’impianto accusatorio, le condotte illecite contestate – iniziate nel 2022 e proseguite nel tempo – avrebbero trasformato la quotidianità della donna in un costante stato di ansia e paura. L’uomo, non rassegnandosi alla fine della storia d’amore, avrebbe messo in atto un pressante repertorio persecutorio: pedinamenti continui, presentandosi improvvisamente sia presso il luogo di lavoro della vittima che sotto l’abitazione dei genitori.

A rendere ancora più grave il quadro indiziario, le minacce di diffusioni virali: l’imputato avrebbe minacciato di rendere pubblici scatti fotografici e registrazioni audio intime della donna se quest’ultima non avesse ceduto alle sue richieste di ricomporre il rapporto.

Esausta e intimorita dalle violazioni della propria sfera privata, la persona offesa si è rivolta alle forze dell’ordine sporgendo denuncia. Nell’ambito del procedimento penale, la donna si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Roberta Tuttolomondo. L’imputato è invece difeso dal legale Calogero Li Calzi.

Attesa nelle prossime udienze la decisione del giudicante per la sentenza di primo grado.

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