Palermo, revocata la riabilitazione a Totò Cuffaro: torna l’interdizione dai pubblici uffici
PALERMO – Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha disposto la revoca della riabilitazione concessa nel settembre 2022 a Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana. Con questo provvedimento viene di fatto ripristinata l’interdizione dai pubblici uffici a suo carico, legata alla condanna definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio.
La decisione del collegio giudicante è arrivata in seguito all’istanza presentata dalla Procura Generale e si ricollega direttamente ai recenti sviluppi giudiziari che vedono coinvolto l’ex governatore. Lo scorso 15 maggio, infatti, Cuffaro ha concordato un patteggiamento a tre anni e tre mesi di reclusione per le accuse di corruzione e traffico di influenze illecite.
Secondo i giudici della Sorveglianza, l’insorgere della nuova vicenda giudiziaria e il conseguente patteggiamento fanno venire meno il fondamentale requisito della costante buona condotta, presupposto indispensabile per il mantenimento del beneficio della riabilitazione.
I legali di Totò Cuffaro, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, hanno espresso netta contrarietà rispetto alla pronuncia del Tribunale e hanno già annunciato la volontà di proporre ricorso.
Secondo la linea difensiva, la sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità – ottenuta nel recente accordo di patteggiamento – non dovrebbe comportare l’automatica decadenza della riabilitazione precedentemente ottenuta.



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