“Iacolino”: il dissequestro dei soldi al Riesame
Domani al Tribunale del Riesame di Palermo si discuterà il nuovo ricorso della difesa di Salvatore Iacolino per il dissequestro dei contanti custoditi in casa.
Domani giovedì 9 aprile sarà discusso innanzi al Tribunale del Riesame di Palermo il ricorso per il dissequestro di circa 90.000 euro in contanti rinvenuti in una cassaforte nell’abitazione a Palermo di Salvatore Iacolino, coinvolto nell’inchiesta sfociata lo scorso 10 marzo nell’arresto dell’imprenditore di Favara, Carmelo Vetro, già condannato per mafia. Il sequestro è stato rimodulato dalla Procura da sequestro probatorio a sequestro preventivo. E adesso si affronterà il merito, ovvero la liceità della provenienza del denaro. I difensori di Iacolino, gli avvocati Arnaldo Faro e Giuseppe Di Peri, sostengono che i soldi non siano legati alle ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata contestate a Iacolino. Parte deriverebbe dai risparmi accumulati da Iacolino durante la carriera nella sanità pubblica e nella politica anche come eurodeputato. Altri importi sarebbero riconducibili alla moglie, funzionaria dell’Arpa, e a regali ricevuti in occasione del matrimonio della figlia. La difesa contesta inoltre la legittimità della perquisizione, ritenendo che il decreto non ne indichi in modo netto e definito le ragioni di utilità. I difensori ribadiscono che Iacolino non ha mai ricevuto alcun finanziamento elettorale da parte di Carmelo Vetro, e che le frasi intercettate dell’imprenditore in tal senso sono millanterie.
teleacras angelo ruoppolo



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