Valle dei Templi, il passato riaffiora davanti al Tempio della Concordia: ritrovati i resti di bambini
Nuove testimonianze archeologiche riportano alla luce la storia più antica di Agrigento. Nell’area antistante uno dei monumenti simbolo della Valle dei Templi sono emerse sepolture riconducibili alle fasi successive all’età classica, offrendo nuovi elementi per ricostruire la vita della comunità che abitava il territorio secoli fa.
La Valle dei Templi continua a custodire testimonianze preziose di un passato che, ancora oggi, non ha smesso di sorprendere studiosi e archeologi. Nell’area che circonda il Tempio della Concordia, le attività di ricerca hanno permesso di individuare diverse sepolture antiche, tra cui quella particolarmente significativa di un bambino in tenerissima età.
Uno dei ritrovamenti più interessanti risale alla campagna archeologica del 2019, quando gli studiosi portarono alla luce una tomba realizzata utilizzando coppi di terracotta. Al suo interno si trovavano i resti di un lattante vissuto probabilmente soltanto poche settimane. Lo scheletro era disposto in posizione fetale, secondo una modalità di deposizione che rappresenta un importante elemento per lo studio delle antiche pratiche funerarie.
Anche i materiali impiegati per costruire la sepoltura hanno fornito indicazioni utili. Le tegole, infatti, sembrerebbero appartenere a una tipologia diffusa nell’alto Medioevo, mentre il contesto archeologico circostante suggerisce una frequentazione funeraria dell’area già nei secoli precedenti.
Le scoperte davanti al Tempio della Concordia raccontano una storia che va ben oltre la stagione della grande Akragas greca. Con il progressivo abbandono degli antichi luoghi di culto pagani e la successiva trasformazione del tempio in edificio cristiano, l’intera area conobbe profondi cambiamenti nella propria destinazione d’uso.
Le indagini archeologiche hanno documentato la presenza di un’estesa area cimiteriale, con tombe appartenenti a differenti periodi storici. Alcune sepolture sono riconducibili alla tarda antichità, altre a fasi medievali.
Uno studio scientifico pubblicato nel 2021 ha preso in esame i resti scheletrici provenienti da quattordici sepolture medievali rinvenute nel Parco archeologico. Le analisi antropologiche hanno consentito di approfondire l’età, le caratteristiche biologiche e alcune condizioni patologiche degli individui sepolti.
Ogni tomba rappresenta una testimonianza concreta della vita delle persone che abitarono questo territorio. Anche i resti più fragili, come quelli appartenuti a un neonato, possono offrire informazioni importanti sulle consuetudini funerarie, sull’organizzazione degli spazi e sulle trasformazioni sociali e religiose della comunità.
Per questo motivo, gli scavi nella zona del Tempio della Concordia assumono un valore che supera la semplice scoperta archeologica: contribuiscono a ricostruire una fase meno conosciuta della storia agrigentina.
La Valle dei Templi, conosciuta in tutto il mondo per la magnificenza dei suoi monumenti dorici, si conferma così un patrimonio ancora ricco di interrogativi e testimonianze da esplorare. Sotto il terreno che circonda i suoi templi non si conserva soltanto la memoria della civiltà greca, ma anche quella delle generazioni che, nei secoli successivi, hanno continuato a vivere, pregare e trovare sepoltura in questo luogo.


