“Agrigento Capitale della Cultura… Telefonica: Quando il Sindaco crede che il microfono sia muto”
Un pomeriggio qualunque nella tranquilla (si fa per dire) programmazione radiofonica siciliana si è trasformato in un piccolo cult locale: la telefonata tra il conduttore Riccardo Gaziano e il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, destinata teoricamente a fare chiarezza sui progetti legati all’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, è invece diventata un esempio didattico di come NON gestire una telefonata
Gaziano, con la calma serafica tipica di chi ha già visto parecchio nella sua carriera, aveva iniziato chiedendo aggiornamenti sui vari cantieri, sui progetti annunciati, sul mistero dei tombini “apri-e-chiudi” e sulle iniziative culturali che sembrano essersi smarrite come turisti senza Google Maps. Domande tutto sommato normali, legittime, quelle che un’amministrazione, in teoria, dovrebbe essere felice di ricevere.
Ma dall’altra parte della cornetta il clima si è fatto presto tropicale. Il sindaco, già scaldato dall’ennesima richiesta di chiarimento, ha tentato di troncare la conversazione. Gaziano, però, ha insistito—giornalisticamente parlando—sul diritto di capire cosa stesse succedendo con i fondi, i progetti e le realizzazioni che i cittadini aspettano.
Ed è lì, in quell’istante sospeso tra civismo e comicità involontaria, che si è verificato il momento clou:
il sindaco, convinto di aver ormai chiuso la telefonata, avrebbe pronunciato una colorita imprecazione diretta proprio al conduttore. Peccato che il microfono fosse ancora aperto.
Un attimo di silenzio. Un attimo di consapevolezza.
Poi il boato del pubblico radiofonico e social, che da ore ormai cita la frase incriminata come se fosse una battuta di un nuovo film di Ficarra e Picone.
Il risultato?
Un’altra, ennesima, figuraccia istituzionale che va ad arricchire la collezione del già tormentato capitolo “Agrigento Capitale della Cultura 2025”, ormai diventata più famosa per i suoi inciampi che per le sue iniziative artistiche.
Nel frattempo, Gaziano ha archiviato la faccenda con l’ironia che lo contraddistingue, trasformando un incidente di comunicazione in una piccola pièce teatrale radiofonica.
Una cosa è certa: la cultura, ad Agrigento, continua a farsi… sentire.
Il disegno di Sergio Criminisi racchiude il tutto
