Il consigliere comunale Salvatore Petrotto invita la Giunta Comunale di Racalmuto a revocare l’atto di indirizzo del 12 dicembre 2025

Ritengo che sia opportuno revocare la delibera di Giunta del 12 dicembre scorso, con cui a Racalmuto si dà mandato al responsabile degli uffici finanziari, di individuare una ditta privata per coadiuvare gli uffici addetti alla riscossione dei tributi comunali.

Come è risaputo, in materia di fisco, anche in Sicilia, si applica la legislazione nazionale.

Il Parlamento Nazionale, proprio in questi giorni, all’interno della manovra finanziaria, approvata definitivamente l’altro ieri, ha infatti previsto per tutti gli enti locali la costituzione di una

nuova società di riscossione partecipata dal MEF è AMCO (Asset Management Company), che dal 2026, e cioè da domani, assumerà il ruolo di “riscossore di ultima istanza” per le entrate locali (IMU, TARI, multe), subentrando in parte all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per migliorare l’efficienza, grazie anche all’acquisizione di Exacta per la gestione dei crediti della PA. Questa riforma, prevista dalla Legge di Bilancio 2026, mira a razionalizzare il sistema e a supportare gli enti territoriali in difficoltà, con un modello più coordinato e digitale.

Al Comune di Racalmuto si sta, praticamente, tentando di violare tale norma.

Ecco perché rivolgo questo mio appello accorato, non solo al sindaco ed alla Giunta, ma anche a  tutti i Consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, affinché si revochia tale proposta di affidamento, dal mio punto di vista palesemente illegittima che, come detto, prevede di affidare la riscossione coattiva dei tributi ad una ditta privata. 

Oltretutto, dopo quello che è successo alcuni anni fa, non solo in provincia di Agrigento, ma anche in molte parti d’Italia, sarebbe pericolosissimo affidare tali servizi a delle società private. Società che assai spesso sono senza scrupoli e che, con le loro attività gestionali fuori controllo, provocano dei costosissimi contenziosi e notevoli perdite economiche per gli enti pubblici.

Vi ricordate com’è finita con AIPA, la società di riscossione della tassa sui  rifiuti al servizio dell’ATO  di Agrigento, di cui faceva parte anche Racalmuto?

È fallita, è stata perseguita anche in sede penale e si è fregata l’intero malloppo, ossia tutte quante le tasse versate dai contribuenti!

Salvatore Petrotto 

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