ITALIA VIVA: “MEGLIO TARDI CHE MAI, MA ADESSO IL COMUNE DIFENDA SUL SERIO IL PROPRIO TERRITORIO, OFFESO DA UN’OPERA SBAGLIATA, INUTILE, DANNOSA.”

Il dissalatore di Porto Empedocle, autorizzato come impiantomobile in un momento di emergenza idrica estrema, ha sempre avuto le caratteristiche di un impianto fisso. Realizzato sulla spiaggia di Marinella, in una zona del tutto inidonea sotto il profilo urbanistico, ambientale e paesaggistico, questa scelta rischia di deturpare e compromettere, irrimediabilmente, uno dei lidi più belli di Porto Empedocle, città a vocazione turistica.
I decisori, politici e tecnici, hanno inspiegabilmente scartato la zona ASI, urbanisticamente idonea e, soprattutto, già dotata di opere civili e idrauliche preesistenti, di proprietà pubblica.
Con molti mesi di ritardo, finalmente, anche il Sindaco di Porto Empedocle ha compreso il vero e proprio inganno denunciato per tempo dal locale comitato Mare Nostrum e dalle associazioni ambientaliste che da sempre hanno contrastato l’impianto. Ci auguriamo che il Comune, oltre alle minacce di sequestro, produca atti concreti, ad esempio formulando un ricorso in sede amministrativa.
Già la Corte dei Conti, senza mezze misure, aveva formalmente bacchettato la soluzione dei dissalatori, che ad una produzione di acqua molto limitata rispetto al fabbisogno, non rispettano i criteri di economicità ed efficienza strettamente necessari per opere pubbliche di queste dimensioni.
Il nostro partito, assieme ad altre forze progressiste, ha aderito, convintamente, alla battaglia delle associazioni ambientaliste e del locale Comitato spontaneo Mare Nostrum, che da sempre hanno evidenziato i gravi danni all’ambiente, al paesaggio e, soprattutto, la compromissione dello sviluppo turistico nella zona balneare a ovest del Porto.
Esiste da sempre un’area idonea per un dissalatore vero, di idonea potenzialità, destinato a riserva di emergenza nei periodi di maggiore crisi idrica, che avrebbe potuto essere realizzato con minore dispendio di risorse pubbliche.
Al Presidente Schifani, ancora una volta, chiediamo la serietà che è mancata, quando si è promesso di affrontare e risolvere i gravi problemi idrici della Sicilia e in particolare della provincia di Agrigento, affrontando i temi più rilevanti, a iniziare dalla manutenzione degli invasi e delle reti. Al gestore idrico AICA e alla sua nuova presidente analogamente, chiediamo di sapere il reale stato di avanzamento dei lavori per il rifacimento delle reti idriche, per il monitoraggio e la riduzione delle perdite, per la misura dei consumi. Dopo i finanziamenti, per decine di milioni di euro, persi ad inizio gestione, non vorremmo ritrovarci ancora nella situazione attuale, con debiti milionari, reti idriche colabrodo e utenti del servizio sempre in crisi.
Italia Viva è accanto ai cittadini, a tutelare il diritto a un servizio idrico dignitoso, alla salvaguardia ambientale, ad una spesa delle risorse pubbliche improntata a quella correttezza che sin qui si è vista poco.
