A PROPOSITO DEL COSTO INGIUSTIFICATO DEL MUSEO PIETRO D’ASARO DI RACALMUTO…RISPOSTA DEL CONSIGLIERE SALVATORE PETROTTO AD UNA REPLICA OFFENSIVA DEL SINDACO…
A PROPOSITO DEL COSTO INGIUSTIFICATO DEL MUSEO PIETRO D’ASARO DI RACALMUTO…
RISPOSTA DEL CONSIGLIERE SALVATORE PETROTTO AD UNA REPLICA OFFENSIVA DEL SINDACO…
Come volevasi dimostrare. Per l’ennesima volta il sindaco di Racalmuto nega l’evidenza. Intanto faccio presente che sono perfettamente a conoscenza di quello che avete combinato con questa boutade del museo Pietro D’Asaro. È, grosso modo, la stessa cosa che è successo con i 110 mila euro che, per usare un eufemismo, avete speso male per il campetto di calcetto ‘Fra Diego La Matina’. Anche con questo Atelier Pietro D’Asaro si è verificata sempre la stessa storia, copia ed incolla. Si tratta, in questo caso, di affidamenti diretti di appalti ad amici, o per meglio dire a sostenitori elettorali, che hanno prodotto delle fatture ‘generose’. Conosciamo le carte: sono formalmente a posto. Sostanzialmente noi riteniamo che a posto c’è ben poco. Inoltre facciamo presente che, quando abbiamo pubblicato il nostro post, il museo era chiuso e con le porte transennate. Mentre per quanto riguarda le apparecchiature elettroniche ed i monitor comprati ed installati, qualsiasi cittadino di Racalmuto, se riesce ad entrare dentro a questo cosiddetto Atelier Pietro D’Asaro, può valutarne l’effettivo valore. Si tratta di un museo multimediale i cui locali, siti nel Castello Chiaramontano, erano già stati ristrutturati ad opera della Sovrintendenza. Inizialmente, quando doveva essere realizzato all’interno del Palazzo Municipale, dei 200 mila euro preventivati la metà dovevano servire per sistemare i locali dell’ufficio anagrafe, dell’ufficio elettorale e di altri ambienti attigui.
Con lo spostamento nel Castello Chiaramontano l’Amministrazione Comunale ha preso, come si suole dire, con una fava due piccioni. Ha speso per adeguare i locali anziché 100 mila euro soltanto 30 mila euro. Cosicché i 70 mila euro rimanenti sono stati dirottati per impinguare la spesa relativa all’acquisto di quelle pochissime attrezzature elettroniche e quei pochi arredi che potrete vedere, se vi fanno visitare il museo in questione. Museo che, alla fine della fiera, è costato quindi, almeno sulla carta, 212 mila euro. 170 mila, comprese ovviamente le spese della prima progettazione, sono stati utilizzati per la parte relativa alle apparecchiature e 30 mila euro per le opere murarie, per sistemare i locali cioè. Inoltre, a questi 200 mila euro, bisogna aggiungere altri 12.000 euro che riguardano la riprogettazione, resasi necessaria per lo spostamento del museo dal palazzo municipale al Castello Chiaramontano. Si tratta di una nuova progettazione pagata a parte, con somme a carico del bilancio comunale.
Sorvolo ovviamente riguardo ad altre bassissime provocazioni del sindaco nei miei confronti. Già bastano ed avanzano le sue denunce calunniose e le sue querele-bavaglio. Non sopporta di essere disturbato mentre spende e spande, in malo modo, i soldi pubblici, sia i finanziamenti regionali, statali e dell’Unione Europea, sia i soldi che rastrella facendoci pagare l’IMU con l’aliquota massima e la tassa sui rifiuti tra le più care d’Italia.
Ce ne usciamo abusando della solita espressione letteraria di Sciasciana memoria, ossia che riferirsi al sindacodi Racalmuto è come parlare di corda in casa dell’impiccato.
Ci aggiorniamo al prossimo appalto, di 640 mila euro, quello dell’asilo nido.
Anche questo affidato, ovviamente, a trattativa privata.
Asilo che avrebbe potuto essere realizzato in contrada Piedi Zichi, accanto al mercato settimanale, in un’area prevista appositamente dal piano regolatore generale per realizzare proprio il progetto dell’asilo nido. È un’area abbandonata, piena di sterpaglie ed a rischio di incendio. Hanno preferito invece ampliare l’asilo esistente, smantellando la biblioteca che, adesso, verrà trasferita in locali presi in affitto, al costo di oltre mille euro al mese.


