Aica soccombe a Siciliacque
Il Tribunale di Palermo ha condiviso le pretese finanziarie di Siciliacque verso l’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini. I dettagli.
Il Tribunale di Palermo ha condiviso le pretese finanziarie di Siciliacque verso l’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini.I giudici hanno condannato l’Aica a pagare oltre 11 milioni di euro a Siciliacque per debiti pregressi, ovvero canoni idrici non pagati. Nel contenzioso, l’Aica si è opposta, rivendicando come proprio l’acquedotto “Favara di Burgio”, perché nel territorio agrigentino. E quindi sarebbe stato un errore concederlo in concessione a Siciliacque. Se la tesi dell’Aica fosse stata accolta, il debito si sarebbe ridotto, e di tanto. Tuttavia, almeno, una magra consolazione: il Tribunale ha escluso il pagamento degli interessi di mora maturati dal settembre del 2021 in poi per ragioni formali. E quindi dal conto di 12.444.815 euro presentato da Siciliacque, i magistrati hanno sottratto gli interessi, riducendo la somma pretesa a 11.501.441 euro. E non si transige: l’ordinanza giudiziaria è provvisoriamente esecutiva perché l’Aica è stata riconosciuta come persistentemente inadempiente. Ancora in riferimento alla diatriba sul “Favara di Burgio”, l’Aica ha quindi rivendicato che l’acquedotto Favara di Burgio, inaugurato da Benito Mussolini il 16 agosto del 1937, è suo, e che quindi l’acqua è sua e non la paga a Siciliacque. E bisogna decurtare quanto dovuto dal debito dell’Aica verso Siciliacque. Nel dicembre scorso la Regione siciliana ha invece replicato ufficialmente che l’acqua del Favara di Burgio non è dell’Aica perché non rientra nell’ambito provinciale di Aica ma nell’ambito sovra-provinciale interconnesso che interessa cinque province: Agrigento, Palermo, Trapani, Caltanissetta ed Enna. E, pertanto, la gestione è di competenza di Siciliacque. Il Favara di Burgio non è una risorsa “endogena”, come sostiene Aica, ma “esogena”. La gestione unica dell’acquedotto garantisce una distribuzione ottimale tra le cinque province, basata sulle esigenze ed eventualmente sulle emergenze in ambito regionale, come per le crisi causate dal prosciugamento dei sistemi Fanaco – Leone e Ancipa nel 2024, e del serbatoio Garcia nel 2025. In tali casi l’acquedotto Favara di Burgio si è rivelato strategico per rimediare. Dunque Siciliacque lo gestisce legittimamente così come secondo convenzione stipulata con la Regione nel 2004.
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