Inchiesta “Armao”: i primi interrogatori preventivi

E’ stata avviata innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Giuseppa Zampino, la fase degli interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta della Procura che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao e altre otto persone, indagate a vario titolo per ipotesi di corruzione. La prima giornata ha riguardato cinque indagati: Giuseppe Argirò, ex amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque (Cva), Marco Gentile Malacarne, amministratore delegato di Cva Eos, l’imprenditore agrigentino Sergio Vella, l’ex presidente della Samot cure palliative Mario Lupo e Pierpaola Veruska Benedetta Costanzo, medico in servizio alla Samo cure palliative. Tra le dichiarazioni rese pubbliche vi sono quelle di Vella e Lupo, entrambi intenzionati a respingere le contestazioni che li riguardano. «Non ho mai conosciuto Armao», ha dichiarato Vella prima di entrare in Tribunale per essere ascoltato dal gip. L’imprenditore è coinvolto nel filone investigativo relativo alla Seap Bio Energy e al progetto di un impianto per la selezione dei rifiuti e la produzione di biometano e compost previsto ad Aragona. Secondo la ricostruzione accusatoria, Armao, quando presiedeva la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, avrebbe favorito l’iter del progetto attraverso l’individuazione dei funzionari incaricati dell’istruttoria per la valutazione d’impatto ambientale. In cambio avrebbe ricevuto denaro attraverso l’avvocato Pierluigi Matta, formalmente indicato come destinatario di un bonifico per una consulenza legale che gli inquirenti ritengono non sarebbe stata effettivamente svolta. Anche Mario Lupo, ex presidente della Samot e figura attiva nel settore delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare, ha respinto le accuse. L’ex manager ha dichiarato di non avere corrotto nessuno e ha sostenuto di avere intrattenuto rapporti istituzionali, negando che eventuali assunzioni siano state effettuate nell’ambito di accordi illeciti. Il suo nome compare nel secondo filone dell’indagine, relativo ai presunti scambi di favori nel comparto delle cure palliative e ai rapporti con il deputato regionale del Movimento per l’Autonomia Giuseppe Geremia Lombardo. Alcune iniziative politiche e amministrative sarebbero state promosse nell’interesse di operatori del settore, mentre un’assunzione avrebbe rappresentato una contropartita. Nel corso della giornata è stata ascoltata anche Costanzo, che avrebbe reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse. L’inchiesta si articola su più fronti: da un lato, le presunte agevolazioni nell’iter autorizzativo di progetti energetici e ambientali, dall’altro, i presunti interventi a favore di società operanti nelle cure palliative. Per Armao e per l’avvocato Matta la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere; per gli altri indagati sono state avanzate richieste di arresti domiciliari, con la richiesta di divieto di dimora per Costanzo. La fase degli interrogatori proseguirà domani martedì 13 ottobre con quattro appuntamenti: davanti al gip sono attesi Gaetano Armao, l’avvocato Pierluigi Matta, il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo e Luigi Zancla, presidente della Samo.

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