Torture sui migranti nei lager libici: la Corte d’Assise di Agrigento assolve due imputati

AGRIGENTO – Si è concluso con un’assoluzione totale il processo a carico di Hasan Mehedi (36 anni) e Sohi Md Mehedi Hasan, entrambi cittadini originari del Bangladesh, accusati di aver fatto parte di una rete criminale attiva nel sequestro e nella tortura di migranti nei centri di detenzione in Libia.

La sentenza della Corte d’Assise di Agrigento ha ribaltato le richieste della Procura, che aveva sollecitato una pena a 19 anni di reclusione per ciascun imputato.

Il procedimento penale nasce da una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo, avviata nel 2022 a seguito di drammatiche testimonianze raccolte tra i migranti approdati a Lampedusa.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli imputati avrebbero avuto un ruolo attivo nella gestione dei campi di prigionia nelle aree libiche di Zawiya e Tripoli. In particolare, veniva loro contestata la supervisione delle guardie e l’incasso dei riscatti estorti alle famiglie delle vittime per porre fine a violenze e detenzioni illegali.

Nel corso del dibattimento, la tesi accusatoria è stata contestata dai legali degli imputati, gli avvocati Diego Giarratana e Angelo Raneri. La difesa ha dimostrato l’inconsistenza del quadro probatorio a carico dei due uomini, evidenziando inoltre come almeno uno dei due imputati fosse stato a sua volta una vittima dei trafficanti, detenuto contro la propria volontà negli stessi centri di prigionia prima di giungere in Italia.

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