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La Squadra Mobile di Agrigento ha arrestato due egiziani, tra cui un minorenne, presunti scafisti e responsabili della morte di dieci migranti durante la traversata verso Lampedusa.

All’alba dello scorso 19 giugno al molo di Porto Empedocle sono approdate 10 bare, appena trasferite da Lampedusa. Alle prime ore del mattino del 17 giugno nel Mediterraneo centrale, in acque internazionali, a circa 47 miglia nautiche a sud di Lampedusa, la nave ong Nadir ha intercettato una barca in legno di circa 10 metri con a bordo 54 migranti e 10 morti all’interno della stiva dell’imbarcazione. Una motovedetta della Guardia costiera italiana ha trasbordato i 54, e la barca con i 10 cadaveri nella stiva è stata trainata fino a Lampedusa dalla nave ong Nadir. Le salme sono state sepolte 3 a Centuripe, 3 a Villarosa, e 4 tra Bompensiere, Mussomeli, Campobello di Licata e Castrofilippo. Ebbene adesso la Squadra Mobile di Agrigento, su delega della Procura di via Mazzini e della Procura per i minori di Palermo, ha arrestato due egiziani, tra cui un minorenne, che sarebbero stati a bordo della barca funebre come scafisti. Infatti nel capo d’imputazione si legge: “Avrebbero compiuto atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio nazionale di 54 migranti, prevalentemente provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh, per trarne profitto”. E poi i due indagati sarebbero i responsabili della morte dei dieci. Infatti, ancora nel capo d’imputazione si legge: “Hanno condotto, governato e tracciato la rotta alla guida di un’imbarcazione inadatta ad effettuare la traversata e in pessime condizioni di sicurezza, tali da esporre le persone a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità, cagionando la morte per asfissia di dieci persone di nazionalità bengalese che si trovavano all’interno della stiva dell’imbarcazione, nonché lesioni ad altri migranti”. Le indagini sono state condotte nel Centro d’accoglienza a Lampedusa in contrada Imbriacola. Sono stati ascoltati tutti i 54 migranti superstiti, ed è stata ricostruita la traversata, dalle coste libiche alle italiane. I due egiziani sarebbero stati al timone della barca mantenendosi in contatto con i trafficanti che operano a Zuhar. In particolare, il minorenne si sarebbe occupato dell’imbarco dei migranti, regolando l’ingresso e l’uscita dalla stiva. E avrebbe impedito l’uscita dalla stiva dei 10 poi deceduti, anche minacciandoli con un coltello a serramanico. I due egiziani sono stati trasferiti nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale. Nel corso dell’inchiesta è emersa inoltre l’identità delle 10 vittime. Da inizio anno, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, sono morte 823 persone durante l’attraversamento del Canale di Sicilia verso l’Europa. Tanti altri si stima siano morti in naufragi fantasma, di cui non vi è stata traccia né notizia.

teleacras angelo ruoppolo

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