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di Diego Romeo

Il 2, il 3 e il 4 agosto tre concerti gratuiti di grande Jazz. Ce lo comunica l’imprenditore Mario Pardo riferendosi al “bel gesto” del Parco Archeologico diretto da Roberto Sciarratta e che si spera abbia un seguito di gratuità almeno per tutto il 2025, fantomatico anno di capitale della cultura. Anno che dovrebbe segnare un avvicinamento alla cultura di più numerosi ceti sociali oggi distanti dal diritto di voto e da altre risorse innovatrici  “tout court”.  Le tre serate che riprendono la iniziativa dell’Arcosoli jazz, si svolgeranno presso il nuovo Teatro di Giunonecon protagonisti l’italiano Andrea Braido, il cubano Yosvany Terry e l’americano Peter Bernstein. Nomi che magari non diranno molto al grande pubblico, però bisogna fidarsi del New York Times, Bibbia della stampa libera che riferisce di Terry come di un “compositore che ha fatto la differenza nella musica contemporanea e che ha  contribuito a ridefinire il jazz latino come un nuovo linguaggio complesso”. Ne sarà felice JosBascir che ha recentemente scritto un libro dal titolo preoccupante “Il jazz è morto?” Per la cronaca ricordiamo che Bascir è il musicista che ha accompagnato Edoardo Leo, qualche mese fa, in uno spettacolo al “Pirandello”. Il trentino Braido è un gran chitarrista ma anche batteria e percussioni  rientrano nelle sue capacità spesso utilizzate nei live tour di Zucchero, Ramazzotti, Branduardi, Celentano tra gli altri. Ancora in ensemble si presenta Peter Bernstein con Sullivan Fortner,PeterWashington e Joe Farnsworth con brani del suo ultimo album dal titolo “What comesnext”. Per l’evento agrigentino , Bernstein, ha messo insieme un formidabile quartetto che aprirà la tre giorni il 2 agosto.