“Motorizzazione e tangenti”: quasi 70 anni di carcere
Sentenza d’Appello al processo su presunti pagamenti di tangenti per lubrificare le pratiche della Motorizzazione di Palermo. I dettagli.
La Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, confermando l’impianto accusatorio della Procura palermitana, ha inflitto complessivamente 69 anni e 4 mesi di carcere agli imputati, giudicati in abbreviato, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di mazzette, per pagare favori, alla Motorizzazione civile di Palermo. A 11 anni e 2 mesi di carcere (pena più severa) è stato condannato Luigi Costa, funzionario imputato di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico che ha nascosto in casa 590 mila euro in contanti dietro l’armadio della camera da letto. Per gli inquirenti sarebbe stato il prezzo della corruzione, documentata anche da intercettazioni video e audio. Poi sono stati condannati:
Giovanna Passavia, 11 anni e 2 mesi
Giuseppe Palermo, 7 anni
Rosario Rubino, 6 anni e 2 mesi
Alfredo Gioietta, 5 anni 8 mesi e 20 giorni
Maurizio Caruso, 4 anni e 2 mesi
Giuseppe Calabrese, 3 anni e 8 mesi
Domenico Rosario Antonio Crapa, 3 anni e 10 mesi
Gerlando Cracolici, 3 anni e 10 mesi
Salvatore Caravello, 3 anni 9 mesi e 10 giorni
Nicolò Bonelli, 3 anni (in appello)
Lelio Calabrese, 3 anni (in appello)
Giuseppe Gullo, 3 anni
Antonio Gelsomino, 3 anni e 6 mesi
Nadia Abitabile, 3 anni
Daniele Cammarata, 2 anni e 6 mesi
Jordan Peli, 2 anni.
Assolti:
Francesco Caponetto
Giancarlo Ferraro
Filippo Maniscalco (assolto in appello)
Michelangelo Fricano
Walter Bacile.
Le indagini della Polizia stradale, coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Vincenzo Amico e Giulia Beux, documentarono con telecamere e microspie lo scambio di denaro per agevolare collaudi, pratiche di immatricolazione, cambi d’uso e certificazioni.
teleacras angelo ruoppolo
