Policlinico di Palermo, la Cassazione annulla un arresto ai domiciliari nell’inchiesta sulle salme

La sesta sezione della Cassazione ha annullato con rinvio a un’altra sezione del Tribunale del Riesame di Palermo l’ordinanza con cui erano stati disposti gli arresti domiciliari per Marcello Gargano, dipendente del Policlinico coinvolto nell’inchiesta su presunti episodi di corruzione e concussione legati alla gestione delle salme nell’obitorio; secondo l’accusa, alcuni operatori avrebbero ricevuto somme tra i 50 e i 100 euro da imprese funebri per velocizzare le procedure di rilascio dei corpi, con 49 episodi contestati complessivamente; la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’avvocato Giovanni Castronovo, che aveva evidenziato presunte irregolarità procedurali, l’assenza di attuali esigenze cautelari e dubbi sulla consistenza degli indizi; la difesa sostiene inoltre che i pagamenti contestati fossero semplici compensi informali per attività extra svolte dal personale dell’obitorio, anche a causa della mancanza della figura del necroforo all’interno del Policlinico; le motivazioni della Cassazione non sono ancora note, ma la decisione potrebbe avere effetti rilevanti sull’intero impianto accusatorio e sulla posizione degli altri indagati coinvolti nell’inchiesta.

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