“Passe partout”: risarcimento danno d’immagine

L’inchiesta “Passe partout”, Antonello Nicosia: 15 mila euro di risarcimento allo Stato per le visite ai detenuti mafiosi.

Il 25 gennaio del 2024 la Cassazione ha reso definitiva la sentenza di condanna a 13 anni e 6 mesi di reclusione a carico di Antonello Nicosia, 54 anni, di Sciacca. Lui, già componente del comitato nazionale dei Radicali italiani, fu arrestato all’alba del 4 novembre 2019, nell’ambito dell’inchiesta battezzata “Passe partout”, ovvero “passa dappertutto”, in riferimento all’accesso in tutte le carceri a beneficio di Nicosia in quanto Radicale e assistente parlamentare. Adesso la Corte dei Conti siciliana lo ha condannato a pagare 15 mila euro alla Presidenza del Consiglio dei ministri per il danno all’immagine arrecato alle istituzioni. Nicosia avrebbe sfruttato le visite ispettive per incontrare detenuti contigui a Cosa Nostra, anche sottoposti al 41 bis, raccogliendo informazioni sulla loro eventuale collaborazione con la giustizia e favorendo comunicazioni con l’esterno. La difesa ha contestato la competenza della Corte dei conti, sostenendo che Nicosia fosse un collaboratore privato della parlamentare Giusy Occhionero, e non un dipendente pubblico. I giudici hanno però riconosciuto la sussistenza di un rapporto di servizio con l’apparato statale, ritenendo che le prerogative parlamentari fossero state utilizzate per finalità estranee all’attività istituzionale e riconducibili agli interessi mafiosi.

teleacras angelo ruoppolo

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