“Pratiche sanatoria”: da Agrigento all’Ars

https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/ads?client=ca-pub-5827948463613539&output=html&h=60&adk=1367519491&adf=2028166525&abgtt=1&w=468&lmt=1789372913&format=468×60&url=https%3A%2F%2Fwww.teleacras.it%2F2026%2F09%2F14%2Fpratiche-sanatoria-da-agrigento-allars%2F&asro=0&aimartd=4&aieuf=1&aicrs=1&uach=WyJXaW5kb3dzIiwiMC4xLjAiLCJ4ODYiLCIiLCIxMDkuMC41NDE0LjEyMCIsbnVsbCwwLG51bGwsIjMyIixbWyJOb3RfQSBCcmFuZCIsIjk5LjAuMC4wIl0sWyJHb29nbGUgQ2hyb21lIiwiMTA5LjAuNTQxNC4xMjAiXSxbIkNocm9taXVtIiwiMTA5LjAuNTQxNC4xMjAiXV0sMF0.&dt=1789372911762&bpp=21&bdt=4984&idt=1588&shv=r20260909&mjsv=m202609080101&ptt=9&saldr=aa&abxe=1&eoidce=1&prev_fmts=468×60%2C0x0&nras=1&correlator=3422519832439&frm=20&pv=1&u_tz=120&u_his=3&u_h=768&u_w=1366&u_ah=738&u_aw=1366&u_cd=24&u_sd=1&dmc=2&adx=255&ady=1128&biw=1349&bih=667&scr_x=0&scr_y=1000&eid=95399630%2C95400774%2C122880973&oid=2&pvsid=378480902352972&tmod=592647817&uas=0&nvt=1&ref=https%3A%2F%2Fwww.teleacras.it%2F&fc=896&brdim=0%2C0%2C0%2C0%2C1366%2C0%2C1366%2C738%2C1366%2C667&vis=1&rsz=%7C%7CoeE%7C&abl=CS&pfx=0&fu=0&bc=31&bz=1&pgls=CAEaBTYuOS43~CAEQBBoHMS4xNzguMA..&ifi=3&uci=a!3&fsb=1&dtd=1677

Ismaele La Vardera, brandendo il caso “Crosta” ad Agrigento, solleva il caso delle pratiche di sanatoria insabbiate in Sicilia. Interpellanza a Schifani.

Il caso dell’immobile abusivo ad Agrigento a Zingarello di proprietà dell’ex vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta approda all’Assemblea Regionale. Ismaele La Vardera, fondatore e leader di Controcorrente, il movimento politico di riferimento anche di Crosta, ha presentato un’interpellanza al presidente della Regione Renato Schifani e ai vertici dei Beni culturali per ottenere spiegazioni sull’operato della Soprintendenza di Agrigento. In particolare, La Vardera focalizza la pratica di sanitaria dell’immobile di Crosta, avviata nel maggio 2011 e definita solo adesso nel settembre 2026 con il diniego, dopo anni durante cui sono state richieste integrazioni mai prodotte. La Vardera contesta il ritardo, invoca lumi sul funzionamento degli uffici e scrive: “Quindici anni per dire no non sono più una semplice inefficienza. Voglio capire perché una pratica sia rimasta ferma così a lungo e cosa l’abbia finalmente sbloccata. Se è bastato un articolo di giornale, bisogna chiedersi cosa sarebbe accaduto senza quei riflettori. Il caso Crosta potrebbe essere isolato, ma potrebbe anche rappresentare la punta di un problema più grande. L’inerzia amministrativa costa ai cittadini, ai Comuni e alla Regione, e non accetto una burocrazia forte con i cittadini e lenta con se stessa. I cassetti degli uffici non possono diventare zone d’ombra dove il tempo cancella le responsabilità”. Nell’interpellanza sono nove le richieste rivolte alla Regione, tra cui il censimento delle pratiche in stallo da oltre cinque, dieci e quindici anni in tutte le Soprintendenze siciliane, e verifiche su eventuali omissioni, pressioni o favoritismi. La Vardera intende inoltre comprendere quali circostanze abbiano determinato il rigetto della richiesta di Crosta dopo un’attesa durata quindici anni, e se ricorrano altre situazioni analoghe. L’obiettivo è accertare se il caso sia un episodio isolato o il segnale di criticità più diffuse nella gestione delle pratiche.

teleacras angelo ruoppolo

Commento all'articolo