Fondo investimenti da 190 milioni all’ARS, il PD scrive a Calderoli: “Il Governo impugni la norma sulle ‘mancette'”
PALERMO – Esplode la bufera politica sui fondi della manovra finanziaria approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 22 ottobre. I parlamentari siciliani del Partito Democratico hanno inviato una lettera formale al Ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli, chiedendo al Governo nazionale di impugnare la norma che ha istituito il “Fondo per gli investimenti territoriali” da 190 milioni di euro.
Secondo gli esponenti dei dem, ben 174,3 milioni di euro – una cifra che supera il 90% della dotazione complessiva del fondo – sarebbero stati ripartiti senza alcuna programmazione o criterio preventivo, trasformando la misura in una vera e propria pioggia di “mancette” distribuite su elenchi discrezionali di interventi. A rendere il quadro ancor più critico, segnalano i parlamentari, vi sarebbe anche l’esclusione a priori di numerosi Comuni siciliani e la presenza di capitoli di spesa duplicati.
A finire nel mirino del PD sono soprattutto i profondi squilibri nella distribuzione delle risorse sul territorio regionale. Dalla disamina del testo emergono differenze marcate tra le varie province: si passa infatti da un’assegnazione stimata in circa 5 euro per abitante nel Trapanese ad picco di oltre 75 euro pro capite nel Ragusano.
La lettera indirizzata a Roma porta la firma del neo commissario del PD in Sicilia, Giuseppe Provenzano, unitamente a tutti i deputati e senatori siciliani del partito. L’obiettivo dell’iniziativa è spingere l’esecutivo nazionale a verificare i possibili profili di illegittimità costituzionale della norma approvata a Palazzo dei Normanni, bloccandone l’efficacia prima dell’entrata in vigore.



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